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Gmg 2005
Pastorale Giovanile
4 Marzo 2005  |  vai all'archivio

Coppie in crisi: aumentano le nullità precoci

Coppie venete in crisi. Aumentano le cause d'annullamento di matrimonio davanti al Tribunale ecclesiastico e si abbassa la durata media delle nozze: tempo tre anni e gli sposini si ritrovano già davanti al giudice. I dati resi noti dal Tribunale ecclesiastico regionale triveneto alla vigilia dell'apertura dell'anno giudiziario, parlano di 290 cause d'annullamento arrivate a termine nel 2004, delle quali 196 con sentenza affermativa, cioè con lo scioglimento del vincolo matrimoniale. Una mole accresciuta rispetto all'anno precedente, quando le cause terminate erano state 226, delle quali 165 chiuse positivamente.

Un iter selettivo, lungo e faticoso. Davanti al Tribunale ecclesiastico avviene comunque una forte scrematura, come spiega don Aldo Andreotti, Vicario giudiziale del Tribunale che ha sede a Padova: «Molte coppie si separano, ma solo poche arrivano al Tribunale Ecclesiastico. Ogni anno sono circa 2.000 le persone che si informano presso i nostri uffici, ma solo il 10% intraprende poi il processo, che è lungo e stressante psicologicamente e che solo per il primo grado dura di solito due anni e mezzo. Chi decide di proseguire, nella maggior parte dei casi (circa il 90%) lo fa perché spinta da serie motivazioni di coscienza, perché sente che il matrimonio in realtà non è mai esistito nella sua vera natura sacramentale, o perché desidera riaccostarsi ai sacramenti. Il restante 10% chiede l'annullamento perché desidera risposarsi in chiesa, o perché desidera far scomparire anche formalmente un passato brutto da ricordare, o perché talvolta l'annullamento porta alla revisione delle pattuizioni economiche tra i coniugi».

Ancora 569 cause pendenti. Delle 290 prime istanze portate a termine nel 2004, accanto alle 196 con sentenza affermativa sono state 59 quelle con sentenza negativa e altre 35 sono state archiviate. Ma ne rimangono pendenti ancora 569 (erano 658 lo scorso anno). Sono state ascoltate 450 parti convenute e 1.900 testimoni: un lavoro imponente coordinato da 230 persone tra impiegati del Tribunale, verbalizzatori, giudici, avvocati e consulenti.

Tre anni per dire «Basta!». I dati presentati dal Tribunale disegnano un quadro sconfortante soprattutto per quanto riguarda le coppie di neosposi. Il tempo intercorso dalla data di nozze a quella della separazione civile non supera i tre anni nel 35% dei casi (nel 2003 la percentuale si assestava al 33,6% e nel 2002 al 31,6%): «Trovo che la causa profonda di queste precocissime separazioni - commenta don Andreotti - stia nella fatica di stare insieme, nella poca pazienza e poca energia di cui si investe il rapporto. Spesso i coniugi sopportano in silenzio situazioni frustranti, non affrontano i problemi sul nascere, continuano nel silenzio dell'incomunicabilità fino a che uno dei due letteralmente scoppia. Non posso fare a meno di vedere tuttavia con quale dolore avvengono le separazioni quando il matrimonio è lungo, e magari viene distrutto da una "sbandata" dei due, e magari ci sono i figli di mezzo».

Cresce l’incapacità psichica. Tra le cause di annullamento nel 2004 si è notato un leggero aumento dell'incapacità psichica, «quando cioè non è possibile definire una motivazione esterna o palese - spiega il Vicario giudiziale - talvolta si scava nell'animo umano cercando di dipanarne il mistero. Ecco apparire forti tensioni inespresse, stress, depressione, egoismo patologico, dipendenza eccessiva dalla famiglia di origine». Facendo tesoro dell'esperienza del Tribunale, quali consigli dare alle coppie di sposi? «Dal mio osservatorio privilegiato - risponde don Andreotti - vedo un'impreparazione di base a "fare i coniugi", a riprendere il dialogo, a guardarsi negli occhi. Ed anche un'impreparazione a fare i genitori. Non bastano l'intuito e la generosità. E' necessario educare i giovani fin da piccoli alla reciprocità di un rapporto: senza antagonismo, senza desiderio di prevaricazione».


Elisa Tubaro                                 

Tratto da Gente Veneta , no.9 del 2005



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